Índice de Noticias (en sus idiomas originales):

* Avvenire, Italia, Oct. 13, 2005: Il cardinal Bertone in missione a Cuba Apprezzamento del "lider maximo" all'impegno della Chiesa. Ma resta difficile la situazione dei cattolici

* Granma Digital Internacional, Oct. 12, 2005 (ed. en español): Recibe Fidel a Arzobispo de Génova

* Granma Digital Internacional, Oct. 12, 2005 (ed. en italiano): Fidel Castro ha ricevuto il cardinale di Genova

* La Razón Digital, España, Oct. 14, 2005: Castro pide ayuda a la Iglesia para frenar la creciente «plaga» de abortos en Cuba

* El Occidental, México, Oct. 13, 2005: Fidel Castro: El papa Benedicto XVI tiene "el rostro de un ángel"

* CubaEncuentro.com, Oct. 13, 2005: Benedicto XVI envía saludos a Fidel Castro

* Clarín, Argentina (AFP/Ansa), Oct. 14, 2005: Fidel quiere que el Papa visite Cuba

* Il Giornale, Italia, Oct. 13, 2005: Castro regala a Bertone i sigari per don Gallo

* El Nuevo Herald (Associated Press), Miami, Oct. 14, 2005: El gobierno quiere invitar al Papa a Cuba

* Agencia Católica de Informaciones (ACI), Oct. 13, 2005: Castro pide ayuda a Iglesia para controlar abortos

 

Avvenire, Italia, Oct. 13, 2005.

Il cardinal Bertone in missione a Cuba Apprezzamento del "lider maximo" all'impegno della Chiesa. Ma resta difficile la situazione dei cattolici

dal nostro inviato a Genova

Elio Maraone

«La Chiesa ci precede tutti». Forse è questa la battuta più rivelatrice e sorprendente pronunciata da Fidel Castro lunedì scorso all'Avana, sul finire del colloquio con il cardinal Tarcisio Bertone. Appena rientrato dall'isola, il cardinale arcivescovo di Genova racconta ai giornalisti: «Stavamo parlando della necessità di aiutare i poveri e i diseredati a uscire dal bisogno, del dovere di promuovere lo sviluppo umano: due temi che stanno molto a cuore a Castro. A un certo punto, confrontando i diversi impegni in favore dell'uomo nella società cubana, ma non soltanto in essa, il "lìder maximo" se n'è uscito con quella battuta. Un bel riconoscimento, mi sembra, anche dell'attività dei sacerdoti e religiosi nell'isola. Ricordo che ho accompagnato io stesso, in questo viaggio a Cuba, due sacerdoti "fidei donum", monsignor Marino Poggi e don Federico Tavella, che hanno lasciato rispettivamente la diocesi di Genova e quella di Chiavari. Saranno missionari in due parrocchie della diocesi di Santa Clara, per una cura enorme: circa 150mila persone».

A Cuba, osserva un giornalista, e nonostante la stima espressa da Castro per la Chiesa cattolica, i sacerdoti scarseggiano, e sono contingentati d'ufficio. La pratica religiosa, dopo decenni di socialismo, si è ridotta. Anche i seminari hanno passato momenti difficili. Qual è la situazione attuale? «Per l'ingresso in seminario non c'è numero chiuso, e vi si manifesta un incoraggiante fervore. I fedeli praticanti certamente non sono molti (circa il 5 per cento della popolazione), anche per le difficoltà obiettive legate alla carenza di celebranti e alla difficoltà di spostamenti nel Paese. Ma la maggior parte della popolazione si professa ancor oggi credente, e cattolica. Ci sono poi cristiani di altre confessioni, come gli evangelici, a proposito dei quali Castro ha avuto un'altra interessante battuta: "a ellos falta un Papa", loro non hanno un Papa».

Nonostante la difficoltà dei rapporti con la Santa Sede, specialmente in anni passati, Castro ha sempre manifestato un certo rispetto per la Chiesa cattolica e per il Papa. Rispetto che sembra grandemente cresciuto dopo la visita a Cuba di Giovanni Paolo II. Ne avete parlato durante il colloquio all'Avana? «Sì - risponde il cardinale - senza essere sollecitato Castro ha tessuto un affettuoso elogio dello scomparso "profeta della pace", e ha aggiunto che in lui il rispetto per la religione è cresciuto, ma che «invecchiando, non si devono tradire le proprie idee». Si è poi mostrato curioso, e insieme molto informato, della vita della Chiesa italiana, dell'ultimo Conclave… Mi ha chiesto di trasmettere un invito a Cuba per Benedetto XVI, che gli ispira simpatia e fiducia. «Questo Papa - ha detto - è una brava persona, ha il volto di un angelo buono. Lo dico e lo confermo io, che sono uno studioso dei volti».

Avete affrontato e discusso temi internazionali? «No - replica Bertone - almeno non nei particolari. Piuttosto, con una lucidità notevole, Castro ha messo a fuoco il problema della crisi energetica, e della conseguente necessità, per tutto il mondo, di risparmiare energia. Ha inoltre insistito sul dovere, motivato anche dalle recenti catastrofi naturali, di lottare contro l'egoismo, e di coltivare la civiltà della solidarietà. Bisogna aggiungere che non ha mancato di dare il buon esempio, offrendo e inviando aiuti in Louisiana, nel Sud Est asiatico, in America centrale e, ora, in Pakistan».

Dobbiamo pensare - chiede un giornalista - che il "lìder maximo" stia diventando più aperto alla spiritualità, più disponibile alle altre realtà, compresa quella Santa Sede con la quale i rapporti sono stati spesso tesi? «Non mi sembra ci si possa esprimere esattamente così - conclude il cardinale arcivescovo - Intanto ricordo che le relazioni diplomatiche fra Cuba e la Santa Sede sono state istituite giusto 70 anni fa, e che da allora non si sono mai interrotte. Quanto al resto, credo che in Castro, e in Cuba, ci sia spazio crescente per l'ascolto di Dio. Come dice il Papa, basta non aver paura della sua voce, e lasciarlo parlare».

 

Granma Digital Internacional, Oct. 12, 2005 (ed. en español).

Recibe Fidel a Arzobispo de Génova

EL papa Benedicto XVI envió sus saludos al presidente cubano Fidel Castro a través del cardenal y arzobispo de Génova Tarcisio Bertone, quien consideró "por ahora difícil" un viaje del pontífice a Cuba, visitado por Juan Pablo II, en 1998.

Un viaje papal a Cuba es "por ahora difícil. Todos lo invitan. El tomará sus decisiones, no viajará como Juan Pablo II, es imposible", dijo el religioso.

Bertone fue recibido por Fidel Castro el lunes, confirmaron fuentes próximas al cardenal italiano, quien realizó una visita pastoral del 3 al 10 de octubre, invitado por la diócesis de Santa Clara, centro del país.

Entrevistado por ANSA en la Nunciatura, previo al encuentro con Fidel, Bertone dijo que Benedicto XVI le pidió "hacer llegar su saludo, en especial al Presidente y una especial bendición al noble pueblo cubano".

Cuba y el Vaticano celebran este año el 70 aniversario de sus relaciones, no exenta de períodos problemáticos, y que alcanzaron su máxima expresión cuando Juan Pablo II realizó en 1998 una visita histórica en la cual quedó manifiesta la estima de Fidel Castro por el Pontífice.

Las relaciones entre el Vaticano y La Habana son buenas, valoró el influyente cardenal que acompañó por años a Joseph Ratzinger en la Congregación para la Doctrina de la Fe.

Su estadía tuvo como objetivo central la entrega en "fidei donum" ("regalo de la fe") de dos sacerdotes genoveses a la diócesis de Santa Clara e incluyó un viaje a Santiago de Cuba, donde el cardenal ofició una misa en el santuario de la Virgen del Cobre, patrona del país.

El purpurado se reunió con el presidente de la Conferencia Episcopal, cardenal Jaime Ortega, y funcionarios como la jefa de Asuntos Religiosos, Caridad Diego, y Esteban Lazo, del Partido Comunista.

Mencionado como "papable" en los días que siguieron a la muerte de Juan Pablo II, Bertone obsequió al gobernante cubano una lámina de plata con el rostro del Pontífice fallecido.

Las relaciones cubanas con el Vaticano "jamás se han interrumpido y eso es muy significativo. Hasta en los momentos más difíciles continuó el diálogo, continuaron las relaciones entre los representantes del Papa y del Gobierno cubano y eso es muy importante", destacó.

El diálogo "da frutos, como se ve ahora", dijo Bertone, y consideró que "es un momento de relaciones buenas".

Bertone, nombrado hace tres años arzobispo de Génova, se excusó de opinar sobre la situación relativa a los derechos humanos, aunque sostuvo que "todos los países tienen sus problemas".

Nacido en Turín en 1934, el Cardenal mantiene una relación muy cercana con el Papa, a quien secundó durante siete años como secretario de la Congregación para la Doctrina de la Fe, y a quien definió como "un gran hombre, dulce, de una claridad solar. Un hombre de diálogo, escucha, amistad". (ANSA)

 

Granma Digital Internacional, Oct. 12, 2005 (ed. en italiano)

Fidel Castro ha ricevuto il cardinale di Genova

• Il prelato ha incontrato anche Caridad Diego ed Esteban Lazo

Il papa Benedetto XVIº ha inviato i suoi saluti al presidente cubano Fidel Castro attraverso il cardinale e arcivescovo di Genova, Tarcisio Bertone, che ha sostenuto che per ora un viaggio del pontefice a Cuba è molto difficile. L’isola è è stata visitata da Giovanni Paolo IIº nel 1998.

"Un viaggio del Papa è difficile perchè tutti lo invitano e lui non viaggerà come il suo predecessore, è impossibile..." ha detto il religioso. Bertone è stato ricevuto de Fidel Castro pochi giorni fa.

Il cardinale è venuto a Cuba per una visita pastorale dal 3 al 10 ottobre, invitato dalla diocesi di Santa Clara, al centro dell’Isola.

Intervistato da ANSA nella nunziatura, Bertone ha dichiarato d’aver riferito al presidente Fidel il saluto del Papa e d’aver portato una benedizione speciale per il nobile popolo cubano.

Cuba e il Vaticano contano quest’anno 70 anni di relazioni - non esenti da periodi problematici - che hanno raggiunto la massima espressione quando Giovanni Paolo IIº fece una visita storica durante la quale manifestò la sua stima a Fidel Castro.

Le relazioni tra il Vaticano e L’Avana sono "buone", ha valutato l’influente cardinale, che ha accompagnato per anni Joseph Ratzinger nella Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il suo viaggio ha avuto come obiettivo centrale la consegna del "fidei donum" ("regalo della fede") di due sacerdoti genovesi alla diocesi di Santa Clara e ha incluso un viaggio a Santiago di Cuba, dove ha celebrato una messa nel santuario della Vergine del Cobre, patrona dell’Isola.

Il porporato ha incontrato anche il presidente della Conferenza Episcopale, cardinal Jaime Ortega, e funzionari come la responsabile delle Questioni Religiose, Caridad Diego ed Esteban Lazo, del Partito Comunista.

 

La Razón Digital, España, Oct. 14, 2005.

Castro pide ayuda a la Iglesia para frenar la creciente «plaga» de abortos en Cuba

El cardenal Bertone revela los detalles de su largo encuentro con el dictador comunista el pasado martes

Es una noticia insólita que el cardenal Tarsicio Bertone ha revelado al diario «La Stampa»: Fidel Castro les ha pedido «ayuda para combatir la plaga de abortos, que es una de las causas de la crisis demográfica y una consecuencia del turismo sexual».

Ángel Villarino

Roma- El cardenal visitó La Habana la semana pasada, acompañando a los dos obispos genoveses destinados por la Santa Sede para la diócesis de Santa Clara. Bertone aprovechó el viaje para entrevistarse con Castro, un encuentro que se produjo el 11 de octubre, se alargó por encima de las dos horas y se saldó con un intercambio de regalos. El purpurado portó una medalla de plata con el rostro de Juan Pablo II, regalo «oficial» de la Santa Sede para los jefes de Estado en los últimos tiempos. Castro correspondió a la ofrenda con una montaña de productos «Made in Cuba»: un centenar de cigarros puros, un cuadro de arte abstracto y una caja de botellas de ron.

Más apertura. Como impresión dominante, Bertone se trajo de Cuba el pesimismo de una nación que arrastra el escándalo del turismo sexual. «Es normal que Castro esté preocupado y yo me avergüenzo del comportamiento de algunos italianos en el extranjero». En la entrevista al diario «La Stampa», el purpurado aseguró que la Iglesia se ha ofrecido a colaborar para ayudar a la población y reconoció que al menos las libertades religiosas están mejorando. «Sobre el aborto y la baja natalidad, la Iglesia puede contribuir mucho en un país que a estas alturas está completamente abierto: un alto funcionario nos acogió en la puerta de la catedral y participó en la ceremonia. Han eliminado las cuotas de acceso al seminario, la ordenación de sacerdotes es libre, así como la elección de los fieles», explicó satisfecho.

En su testimonio, Bertone describe a un Castro irreconocible, preocupado por los problemas de la Iglesia, por la salud de Benedicto XVI, por los avatares del Cónclave, un dictador que incluso «acogió en silencio mi bendición sobre su persona y el pueblo cubano». Además, el icono del comunismo caribeño habría dejado una sorprendente valoración de Benedicto XVI: «Es un Papa que me gusta. Una buena persona, algo que he entendido enseguida mirando su rostro, el rostro de un ángel». Castro habría pedido ante la delegación vaticana una visita del Papa a la isla, algo a lo que Bertone respondió haciendo hincapié en que el Pontífice tiene 78 años y limitará mucho los desplazamientos trasatlánticos. «El difunto Juan Pablo II tenía cincuenta y ocho años cuando inició su papado, pero este Pontífice tiene veinte más y son muchos quienes esperan su visita», explicó Bertone. En la Santa Sede se considera improbable que el Papa haga más de un viaje intercontinental por año.

Cal y arena. Por su parte, el purpurado llevó hasta Cuba nuevas señales de reconciliación entre la dictadura y la Santa Sede, cuyas relaciones diplomáticas cumplen setenta años en estas fechas. «Apreciamos la ayuda enviada a Venezuela a cambio de petróleo», explicó el cardenal, ofreciendo la dosis de arena que suele administrar la retórica vaticana para descargar después la pala de cal: «Lamentablemente, el cincuenta por ciento del turismo en la isla es sexual, una vergüenza. Ya va siendo hora de acabar con ella».

 

El Occidental, México, Oct. 13, 2005.

Fidel Castro: El papa Benedicto XVI tiene "el rostro de un ángel"

JORGE SANDOVAL G., CORRESPONSAL.

ROMA, Italia.- El papa Benedicto XVI "es una buena persona" que tiene "el rostro de un ángel". Esta es la definición que hizo del actual Pontífice el líder máximo Fidel Castro al arzobispo de Génova, cardenal Tarcisio Bertone, durante su encuentro, el lunes pasado en La Habana, en ocasión de la visita del purpurado italiano para ofrecer dos sacerdotes genoveses a la diócesis de Santa Clara.

Las cordialísimas expresiones de Castro sobre el Papa fueron subrayadas ayer por el mismo cardenal Bertone durante una conferencia de prensa en Génova para ilustrar los temas tratados durante su conversación de una hora y 40 minutos con el líder cubano, el cual manifestó también su deseo de invitar a Benedicto XVI a la isla.

"Es un Papa que me gusta -dijo Castro-, es una buena persona y me di cuenta observando su rostro, el rostro de un ángel".

Durante su encuentro con la prensa, el Arzobispo de Génova contracambió con palabras de no menor cordialidad, afirmando que "la Iglesia en Cuba es respetada también por el gobierno", subrayando que "el mismo Fidel Castro manifestó gran aprecio tanto por la Iglesia en general como por los dos papas: el difunto Juan Pablo II", que visitó la capital cubana en 1998, "y Benedicto XVI".

"Además -añadió el cardenal Bertone- este año se celebra el 70 aniversario de las relaciones diplomáticas entre Cuba y la Santa Sede, relaciones que han tenido momentos difíciles, pero que nunca han sido interrumpidas".

"El presidente cubano -agregó- me señaló su intención de invitar a Benedicto XVI a Cuba, pero yo le indiqué que mientras que Juan Pablo II inició su pontificado a la edad de 58 años, el papa Ratzinger tiene 20 años más y que muchos países esperan su visita". De esta manera, el Cardenal dio a entender claramente que el deseo de Fidel Castro muy difícilmente se hará realidad. Monseñor Bertone regaló a Castro una imagen de plata con el rostro de Juan Pablo II y en cambio recibió un cuadro de un artista cubano y sobre todo una gran cantidad de ron, naturalmente cubano, y cien puros, que el gobierno de La Habana le hizo llegar al aeropuerto.

Por otra parte, durante la conversación, Castro manifestó su aprecio por la ayuda suministrada a Cuba por Venezuela, con abastecimiento de petróleo en cambio de asistencia sanitaria. Otros temas abordados, sobre los cuales el Cardenal no entró en detalles, fueron los relativos a "la pobreza, el hambre y las enfermedades en el mundo, la guerra en Irak y la necesidad de una mayor solidaridad".

Otro problema -agregó el Cardenal- "que preocupa mucho a Castro, pero del cual no hablamos directamente, es el del turismo sexual y la difusión de los abortos, un tema sobre el cual pidió consejo a los obispos". "Lamentablemente -precisó el Arzobispo de Génova- el 50 por ciento del turismo en la isla es un turismo sexual... Es una verguenza, una denuncia que debe hacerse con voz alta".

 

CubaEncuentro.com, Oct. 13, 2005.

Benedicto XVI envía saludos a Fidel Castro

El mensaje fue transmitido por el cardenal italiano Tarcisio Bertone, quien se reunió con Castro y evitó pronunciarse sobre el tema de los derechos humanos.

El Papa Benedicto XVI envió sus saludos al gobernante Fidel Castro a través del cardenal y arzobispo de Génova Tarcisio Bertone, quien consideró "por ahora difícil" un viaje del Pontífice a Cuba.

"Un viaje papal a Cuba es por ahora difícil. Todos lo invitan", dijo Bertone en La Habana, según la agencia ANSA.

El cardenal dijo que Benedicto XVI "tomará sus decisiones, no viajará como Juan Pablo II, es imposible".

Bertone fue recibido por Castro el lunes, confirmaron fuentes próximas al cardenal italiano, quien realizó una visita pastoral del 3 al 10 de octubre, invitado por la diócesis de Santa Clara.

Entrevistado por ANSA en la nunciatura, previo al encuentro con Castro, Bertone dijo que Benedicto XVI le pidió "hacer llegar su saludo, en especial al presidente y una especial bendición al noble pueblo cubano".

Cuba y el Vaticano celebran este año el aniversario 70 de sus relaciones, no exentas de períodos problemáticos, y que alcanzaron su máxima expresión cuando Juan Pablo II realizó en 1998 una visita histórica a la Isla.

Las relaciones entre el Vaticano y La Habana son "buenas", valoró el influyente cardenal que acompañó por años a Joseph Ratzinger en la Congregación para la Doctrina de la Fe.

Su estadía tuvo como objetivo central la entrega en "fidei donum" ("regalo de la fe") de dos sacerdotes genoveses a la diócesis de Santa Clara, e incluyó un viaje a Santiago de Cuba, donde el cardenal ofició una misa en el Santuario de la Virgen de la Caridad Cobre, patrona nacional.

El purpurado se reunió con el presidente de la Conferencia Episcopal, cardenal Jaime Ortega, y con funcionarios como la jefa de Asuntos Religiosos del Partido Comunista, Caridad Diego, y Esteban Lazo, jefe del Departamento Ideológico del Comité Central.

Mencionado como "papable" en los días que siguieron a la muerte de Juan Pablo II, Bertone obsequió a Castro una lámina de plata con el rostro del pontífice fallecido. Las relaciones cubanas con el Vaticano "jamás se han interrumpido y eso es muy significativo. Hasta en los momentos más difíciles continuó el diálogo, continuaron las relaciones entre los representantes del Papa y del gobierno cubano y eso es muy importante", destacó.

Bertone, nombrado hace tres años arzobispo de Génova, se excusó de opinar sobre la situación relativa a los derechos humanos, aunque sostuvo que "todos los países tienen sus problemas".

 

Clarin.com, Argentina, Oct. 14, 2005.

También pidió ayuda a la Iglesia Católica por el auge de abortos en la isla

Fidel quiere que el Papa visite Cuba

El líder cubano le dijo a un cardenal italiano que Benedicto XVI tiene "cara de ángel".

ROMA Y GENOVA . AFP Y ANSA

El presidente de Cuba, Fidel Castro, quiere invitar a la isla al Papa Benedicto XVI, de quien dijo "tiene cara de ángel". Y según declaró ayer a la prensa de su país el cardenal italiano y arzobispo de Génova Tarciso Bertone, Castro también pidió ayuda de la Iglesia Católica para combatir el aborto en Cuba.

"Es un Papa que me gusta, una persona capaz. Lo comprendí enseguida mirando su rostro, la cara de un ángel", dijo Castro a Bertone cuando ambos hablaron este lunes en La Habana, siempre según el religioso.

"Castro está preocupado por la difusión del fenómeno del aborto, (como una) de las causas de la crisis demográfica de la isla y una de las consecuencias de la plaga del turismo sexual, que llega al 50% del total del turismo en Cuba", afirmó el purpurado al diario La Stampa, tras regresar de Cuba, donde el aborto es legal. "Es natural que Castro esté preocupado, es una vergüenza el comportamiento de algunos italianos", comentó el purpurado al referirse al elevado número de italianos que viajan por turismo sexual a Cuba.

Sobre la invitación a Benedicto XVI, se recuerda que Castro ya había invitado, y recibido en Cuba al Papa Juan Pablo II, en 1998.

El arzobispo de Génova, en una rueda de prensa convocada ayer en esa ciudad, recordó los temas tratados en su diálogo con Castro, que duró 1 hora y 40 minutos al concluir la visita pastoral al país caribeño, en la que fueron ofrecidos dos sacerdotes genoveses a la diócesis de Santa Clara.

"La Iglesia en Cuba es vista con respeto incluso por parte del gobierno, y el mismo Castro manifestó gran aprecio tanto por la Iglesia en general como por los dos papas: el fallecido pontífice Juan Pablo II y Joseph Ratzinger", dijo.

Este año se celebra el 70 aniversario de las relaciones diplomáticas entre Cuba y el Vaticano, las cuales "tuvieron momentos difíciles pero que nunca se interrumpieron", dijo Bertone.

Cuando Castro transmitió el deseo de que Benedicto XVI visite Cuba, el religioso le comentó que "mientras Karol Wojtyla comenzó su pontificado con 58 años, Ratzinger tiene 20 más y que muchos esperan su visita".

Bertone le ofreció a Fidel una imagen de plata con el rostro de Juan Pablo II y recibió una donación de un cuadro de un artista cubano, botellas de Ron y 100 cigarros Habana, que le fueron entregados en el aeropuerto.

También le dijo a La Stampa de Turín que Castro se mostró preocupado por la propagación de la práctica del aborto y subrayó que es una de las causas de la crisis demográfica en el país. "Castro nos pidió ayuda para combatir la plaga del aborto en Cuba", subrayó el cardenal.

Autoridades y especialistas han expresado en varias ocasiones su preocupación porque esta práctica es utilizada como método anticonceptivo por adolescentes. El recurso a la interrupción del embarazo "es también una consecuencia del turismo sexual. Es lógico que Castro esté preocupado.".

El purpurado italiano, ex brazo derecho de Ratzinger en la Congregación de la Doctrina de la Fe, señaló que notó en Castro una "gran preocupación por el consumo energético".

"Con papel en sus manos hacía cálculos e insistía en la necesidad de usar fuentes alternativas y de modificar el sistema de transportes, incrementando el ferroviario", expresó.

El presidente cubano, durante la reunión, manifestó su aprecio por la ayuda que Cuba recibió de Venezuela con el abastecimiento de petróleo a cambio de ayuda sanitaria. Otros temas tratados fueron "la pobreza, el hambre, las enfermedades en todo el mundo, la necesidad de una mayor solidaridad y la guerra en Irak".

 

Il Giornale, Italia, Oct. 13, 2005.

Castro regala a Bertone i sigari per don Gallo

Francesco Gambaro

Ha portato a Fidel Castro la benedizione speciale di Papa Ratzinger e i doverosi saluti del compagno Burlando, l'arcivescovo di Genova Tarcisio Bertone nel corso della visita pastorale compiuta a Cuba per il 70 anniversario delle relazioni tra Avana e Santa Sede. L'arcivescovo si era recato nell'isola caraibica per offrire in «fidei donum» i sacerdoti genovesi don Marino Poggi e don Federico Tavella alla diocesi di Santa Clara, dove i due preti svolgeranno la loro azione pastorale per tre anni. Nel corso della trasferta cubana, dal 3 all'11 ottobre, Bertone è stato ricevuto per quasi due ore dal líder maximo nel Palazzo delle Convenzioni insieme al nunzio pontificio, al vescovo di Santa Clara e al segretario don Stefano.

All'ordine del giorno non i diritti civili, ma il probelma del turismo sessuale. Ma non solo. «Abbiamo parlato di una possibile collaborazione in futuro tra Genova e Cuba nel campo del consumo energetico e della medicina», rivela l'arcivescovo di Genova. Che aggiunge: «Non è escluso che nei prossimi anni alcuni medici cubani possano specializzarsi con borse di studio all'ospedale Gaslini». Ma l'interesse di Fidel Castro l'altro giorno era tutto per papa Benedetto XVI, che al presidente di Cuba - ha confidato Bertone - «piace molto perché ha il volto di un angelo. Guardandolo ho capito che è una brava persona». Al punto che il leader cubano ha chiesto all'arcivescovo Bertone di invitare ufficialmente Papa Ratzinger nell'isola. «Ma io gli ho risposto con le parole di papa Benedetto:

"Ricordatevi che sono stato eletto a 78 anni, non a 58"». Bertone ha regalato a Castro un'immagine d'argento con il volto di papa Giovanni Paolo II, ricevendo in cambio un dipinto olio su tela, una confezione con 100 sigari Avana e bottiglie di rhum. «Castro però mi ha consigliato di offrire i sigari ai miei nemici, - racconta Bertone - e non agli amici. Lui, infatti, non fuma più». Don Gallo si frega già le mani.

 

El Nuevo Herald, Miami, Fri, Oct. 14, 2005

El gobierno quiere invitar al Papa a Cuba

Associated Press

GENOVA

El gobernante de Cuba, Fidel Castro, desea invitar al papa Benedicto XVI, de quien dijo que tenía el ''rostro de un ángel'', declaró ayer un cardenal italiano de regresó de una visita a La Habana.

El arzobispo de Génova, el cardenal Tarcisio Bertone, contó que el mandatario cubano le había dicho que ``es un Papa que me gusta. Es una gran persona, me he dado de inmediato cuenta mirando su rostro, el rostro de un ángel''.

El cardenal dio una conferencia de prensa para informar de su conversación con Castro, al término de su visita pastoral.

El gobernante cubano ''me preguntó si era posible invitar al Papa a Cuba y yo le hice presente que mientras Juan Pablo II inició su pontificado a los 58 años, Ratzinger tiene 20 años más y muchos están esperando su visita'', afirmó.

''La Iglesia en Cuba es vista con respeto por el gobierno y Castro ha manifestado un gran aprecio, tanto por la Iglesia en general que por los dos papas, Juan Pablo II, que visitó La Habana en 1998, y Benedicto XVI'', aseguró.

Recordó que este año se celebra el 70 aniversario del establecimiento las relaciones diplomáticas entre Cuba y la Santa Sede, ``que han tenido momentos difíciles, pero no se han interrumpido jamás''.

Monseñor Bertone dijo que había observado en Castro una gran preocupación por el consumo energético. ``Con apuntes en la mano, hacía cálculo e insistía en la necesidad de usar fuentes alternativas y de modificar el sistema de los transportes, incrementado los de riel''.

Manifestó, por otra parte, que ``lamentablemente el 50 por ciento del turismo hacia la isla es turismo sexual.

Agencia Católica de Informaciones (ACI), Oct. 13, 2005.

Castro pide ayuda a Iglesia para controlar abortos

Card. Bertone: Castro pide ayuda a la Iglesia para controlar abortos

LA HABANA, 13 Oct. 05 (ACI).- Cuba es el único país de América Latina donde el aborto se considera un método de planificación familiar y desde hace muchos años la cifra de mujeres que se somete a este procedimiento causa consternación en la región. Fidel Castro estaría ahora dispuesto a pedir la ayuda de la Iglesia Católica para frenar esta práctica.

El Arzobispo de Génova, Cardenal Tarcisio Bertone, hizo el anuncio en una entrevista concedida al diario italiano La Stampa, luego de visitar la Isla y entrevistarse con Castro.

"Fidel Castro nos ha pedido ayuda para combatir la plaga del aborto en Cuba", declaró el Purpurado y consideró que el recurso al aborto "es también una consecuencia del turismo sexual. Es natural que Castro esté preocupado y que yo me avergüence del comportamiento de ciertos italianos en el exterior".

Según el Cardenal, el líder comunista estaría preocupado por la difusión propagación de esa práctica y consideró que es una de las causas de la crisis demográfica del país.